• Majano Gossip "PER NON DIMENTICARE…….. LE PORCHERIE COMUNISTE !!!!!"

  • MAJANO GOSSIP – Patrick Pierre Bortolotti – LA DESTRA

     
     
     
     

    PER NON DIMENTICARE…….. LE PORCHERIE COMUNISTE !!!!!

    giugno 1, 2015

     
     
     
     

     

    La Seconda guerra mondiale in Europa terminò i primi giorni di maggio del 1945: tra il 2, quando si arrese Berlino, e l’8, quando venne ufficialmente firmato l’atto di resa dell’esercito tedesco. Ma per molti tedeschi la fine della guerra non significò affatto la fine delle sofferenze: in quei giorni tantissime donne, bambine e anziane vennero violentate dai soldati dell’esercito sovietico. I numeri sono difficili da verificare con certezza, ma si parla centomila nella sola Berlino e due milioni in tutto. È una storia che si legge raramente nei libri di storia e che anche in Germania ha cominciato a emergere soltanto negli ultimi anni.

     

    Preludio
    Era chiaro almeno dal 1943 che la Germania avrebbe perso la guerra: era solo questione di capire quanto tempo ci sarebbe voluto e chi avrebbe occupato per primo il suolo tedesco. In particolare, gran parte dei tedeschi era terrorizzata all’idea che i primi ad arrivare in Germania fossero i russi: per anni la propaganda nazista aveva infatti dipinto gli “slavi” e i “bolscevichi” come capaci di qualunque barbarie.

    I tedeschi ebbero il primo assaggio di cosa sarebbe accaduto alla Germania dopo il crollo del regime nazista nell’ottobre del 1944, quando un piccolo reparto di soldati russi riuscì a oltrepassare il confine tedesco e a occupare per alcune ore il villaggio di Nemmersdorf, nella Prussia Orientale. Quando i tedeschi rioccuparono il villaggio trovarono i corpi di 74 persone tra donne, anziani e bambini. Le donne, tra gli 8 e gli 84 anni, erano state tutte stuprate e torturate. Alcuni corpi furono trovati inchiodati alla porta di un fienile. I nazisti scattarono delle foto del massacro e le diffusero in tutta la Germania. Abituati alle esagerazioni della propaganda, molti si rifiutarono di credere a quello che era accaduto, ma lo avrebbero sperimentato in prima persona di lì a poco.

     

    La Prussia
    Le prime unità dell’esercito russo che entrarono in Germania pochi mesi dopo Nemmersdorf avrebbero sorpreso la popolazione locale per la loro gentilezza e umanità, ma gli ufficiali diedero ai civili un avvertimento: «Possiamo garantire per i nostri uomini, non per quelli che verranno dopo». Dietro ai soldati disciplinati che guidavano l’avanzata, infatti, avanzava la massa caotica delle truppe di seconda linea: soldati stanchi o annoiati, indisciplinati e cronicamente ubriachi. Quando questi uomini oltrepassarono il confine della Prussia Orientale, ha scritto lo storico Max Hastings, «lo stupro di donne da parte dei soldati russi raggiunse una scala che oltrepassava il desiderio sessuale e rifletteva soltanto l’atavico desiderio di violare un’intera società».

    Secondo un altro storico, Antony Beevor, che ha potuto consultare gli archivi aperti dopo la caduta dell’Unione Sovietica, nelle regioni orientali della Germania furono violentate 1,4 milioni di donne tedesche. Altre stime portano il totale fino a due milioni. I soldati russi non risparmiarono bambine e anziane e nemmeno le prigioniere di guerra russe trovate nei campi di lavoro, colpevoli di essersi fatte catturare vive dai nazisti. Secondo gli storici, alla base di quello che Beevor ha definito «il più sistematico stupro di massa della storia», c’era un insieme esplosivo di fattori: la stanchezza per la lunga guerra, il desiderio di vendicarsi delle atrocità tedesche e l’abuso costante di alcolici.

    Ma più di tutti, probabilmente, contribuì alle violenze la propaganda sovietica. Ogni reparto dell’esercito era affiancato da ufficiali politici che avevano il compito di motivare i soldati. Questi commissari del partito comunista indottrinavano le truppe sulla necessità di odiare i tedeschi e di far pagare loro un alto prezzo per aver invaso la Russia. I commissari non dicevano che era necessario violentare le donne tedesche, anzi: la linea ufficiale del partito era che il soldato russo sarebbe stato troppo gonfio di odio nei confronti del nemico per pensare di toccare una donna tedesca. Ma di fatto non venne introdotta nessuna misura punitiva. Come ha scritto Alexandr Solzhenitsyn, autore di Arcipelago Gulag e ufficiale di artiglieria durante la campagna di Prussia, «tutti sapevano molto bene che potevano stuprare le ragazze tedesche e poi sparargli».

    Mentre i generali inglesi e americani pensarono di reintrodurre la pena di morte nei loro eserciti soltanto per lo stupro, l’atteggiamento delle autorità russe è perfettamente esemplificato dalla risposta che venne data a un leader jugoslavo che si lamentava di come i soldati russi avessero violentato alcune donne nonostante il suo paese fosse alleato dell’Unione Sovietica. Stalin gli rispose:

    «Hai idea di che cosa complicata sia la mente umana? Bene, immagina un uomo che ha combattuto da Stalingrado a Belgrado attraversando oltre mille chilometri della sua terra devastata, cosparsa dei corpi dei compagni e dei suoi familiari più cari. Come può un uomo del genere comportarsi in maniera normale? E che cosa c’è di così terribile nel divertirsi con una donna dopo tutti questi orrori? La cosa che conta è combattere la Germania. Tutto il resto non è importante»

    Si calcola che l’arrivo dell’esercito sovietico causò la fuga dalle regioni orientali della Germania – Prussia, Silesia e Pomerania – di più di due milioni di persone negli ultimi mesi di guerra. Centinaia di migliaia di questi rifugiati arrivarono a Berlino, dove portarono con sé i racconti delle atrocità commesse dai russi. Molti berlinesi accolsero con scetticismo quei racconti. Non sembrava loro possibile che i profughi potessero descrivere una realtà peggiore di quella che avevano vissuto fino a quel momento, con la guerra: la loro città era stata bombardata quasi ogni giorni per quasi due anni, mentre i profughi arrivavano da una zona che fino a quel momento era stata sostanzialmente risparmiata dai combattimenti. In città circolava anche una battuta: «Preferisco avere sopra un russo che una bomba».

     

    Berlino
    La giornalista Lucy Ash ha scritto un lungo e documentato articolo per BBC sul comportamento dell’esercito sovietico in Germania. Tra i materiali non ancora pubblicati che ha potuto utilizzare c’è il diario di Vladimir Gelfand, un giovane tenente ucraino dell’Armata Rossa: un documento straordinario per la sincerità e la brutalità con cui viene descritta la routine dei soldati russi nel corso degli ultimi giorni di guerra. Alla fine dell’aprile del 1945 Gelfand si trovava con la sua unità nei dintorni di Berlino. In un’annotazione datata 25 aprile, pochi giorni prima della caduta della città, Gelfand racconta di come durante un giro in bicicletta sulle rive del fiume Sprea incontrò un gruppo di donne tedesche piene di valigie e fagotti.

    «Con le facce sconvolte dall’orrore mi raccontarono che cosa era accaduto la prima notte in cui era arrivata l’Armata Rossa». Erano state tutte violentate: una di loro da venti soldati diversi, un’altra aveva visto sua figlia stuprata davanti ai suoi occhi. Tutte erano terrorizzate all’idea che altri russi potessero tornare e ricominciare. Una di loro era così sconvolta che si gettò nelle braccia di Gelfand: «Dormi con me! Fammi quello che vuoi, basta che sia solo tu a farlo!».

    Per molte berlinesi l’orrore e la paura erano così forti che si consegnarono agli ufficiali russi nella speranza di essere protette. In un altro documento raccolto da Ash, una donna tedesca racconta di come un gruppo di russi fece irruzione nella sua sua casa; disperata, usando il poco russo che conosceva, cercò di persuadere il loro ufficiale a risparmiarle. L’ufficiale ordinò ai suoi uomini di fermarsi ma uno di loro protestò: «Dopo tutto quello che i tedeschi hanno fatto alle nostre donne? Si sono presi mia sorella e mia madre!». L’ufficiale riuscì a calmarlo e a portarlo fuori. Poco dopo la donna uscì nel corridoio per controllare che i soldati se ne fossero andati. Non se ne erano andati e la stavano aspettando. Quando ebbero finito scrisse sul suo diario: «Capii che avevo bisogno di un lupo per tenere lontane le altre bestie». La donna iniziò una relazione ambigua con un ufficiale russo e nel suo diario si interrogava se quello che faceva con lui poteva considerarsi uno stupro.

    Quando nel 1959 il suo diario venne pubblicato in forma anonima nella Germania occidentale, la donna venne criticata dai suoi stessi connazionali: il patto che lei e altre centinaia di donne avevano stretto con i russi era considerato una macchia per l’onore tedesco. Nella Germania orientale controllata dall’Unione Sovietica parlare delle violenze dei soldati russi era semplicemente impensabile: qualunque accusa nei confronti dei soldati russi che avevano liberato la Germania era punita con la prigione (pochi mesi fa il parlamento di Putin ha approvato una legge che punisce con una multa e con il carcere fino a cinque anni chiunque denigri il comportamento dell’esercito russo nel corso della Seconda guerra mondiale).

    In tutto almeno centomila donne furono stuprate nella sola Berlino. Abbiamo un’idea abbastanza precisa dei numeri grazie ai registri degli aborti. All’epoca abortire era un reato in Germania, ma nell’estate del 1945 le autorità sanitarie decisero di fare un’eccezione per le donne vittime di violenza sessuale. Ash ha visitato uno degli archivi in cui sono contenuti questi registri. Oggi è ospitato in un’ex fabbrica di munizioni nel distretto di Neukölln, uno dei 24 che compongono Berlino. All’interno di faldoni blu, racconta Ash, sono contenuti dei fragilissimi fogli di carta gialla. In uno di questi, una ragazza appena maggiorenne, descrive con una scrittura infantile come venne violentata da un gruppo di soldati russi nel soggiorno della sua casa, davanti agli occhi dei suoi genitori. Soltanto a Neukölln ci sono altri mille di questi fogli.




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    NICHT VERGESSEN ...... .. DAS PORCHERIE kommunistischen !!!!!

    1. Juni 2015
     
     

     

    Der Zweite Weltkrieg in Europa beendet den ersten Maitagen 1945: zwischen den beiden, wenn Berlin übergeben, und 8, als es offiziell den Akt der Kapitulation der deutschen Wehrmacht unterzeichnet. Aber für viele Deutsche das Ende des Krieges bedeutete nicht das Ende allen Leidens: in jenen Tagen viele Frauen, Kinder und ältere Menschen wurden von Soldaten der Sowjetarmee vergewaltigt. Die Zahlen sind schwierig, mit Sicherheit zu überprüfen, aber wir sprechen eine hunderttausend allein in Berlin und zwei Millionen in all. Es ist eine Geschichte, die nur selten in der Geschichte Bücher liest und auch in Deutschland begann erst in den letzten Jahren hervorgehen.

     

    Auftakt
    Es war zumindest seit 1943, als Deutschland den Krieg verloren klar: Es ist nur eine Frage zu verstehen, wie lange es dauern würde, und wer den ersten deutschen Boden zu besetzen würde. Insbesondere die meisten Deutschen war erschrocken, dass Sie die erste Ankunft in Deutschland waren die Russen: Seit Jahren in der Tat bemalten die "Slawen" und "Bolschewik", wie in der Lage, jede Barbarei hatte die NS-Propaganda.

    Die Deutschen hatten ihren ersten Geschmack von dem, was Deutschland nach dem Zusammenbruch des NS-Regimes im Oktober 1944, geschehen würde, wenn eine kleine Einheit der russischen Soldaten gelang es, die deutsche Grenze für ein paar Stunden zu überschreiten und das Dorf Nemmersdorf in Ostpreußen zu besetzen . Als die Deutschen wieder besetzt das Dorf fanden die Leichen von 74 Menschen, darunter Frauen, ältere Menschen und Kinder. Frauen, zwischen 8 und 84 Jahren waren alle vergewaltigt und gefoltert. Einige Stellen gefunden wurden auf die Tür einer Scheune genagelt. Die Nazis nahmen einige Fotos des Massakers und verbreitete sich in Deutschland. Zu Übertreibungen der Propaganda gewöhnt, viele nicht glauben, was passiert war, aber er wollte aus erster Hand kurz erlebt werden.

     

    Preußen
    Die ersten Einheiten der russischen Armee, die Deutschland trat ein paar Monate später Nemmersdorf würden die Menschen vor Ort für ihre Freundlichkeit und Menschlichkeit überrascht, aber die Offiziere gab Zivilisten eine Warnung: "Wir können für unsere Männer nicht für die, die nach uns kommen zu schaffen, ». Hinter den disziplinierten Soldaten, die den Vormarsch führte in der Tat, machte er die chaotische Masse der Truppen der zweiten Zeile: Soldaten sind müde oder gelangweilt, undiszipliniert und chronisch betrunken. Wenn diese Männer überquerten die Grenze Ostpreußens, schrieb der Historiker Max Hastings, "die Vergewaltigung von Frauen durch russische Soldaten erreichte einen Umfang, die über das sexuelle Verlangen ging und reflektiert nur den atavistischen Wunsch, eine ganze Gesellschaft zu verletzen."

    Nach einem anderen Historiker Antony Beevor, der Zugang zu den Archiven hatten geöffnet nach dem Fall der Sowjetunion im Osten Deutschland wurden 1,4 Millionen deutsche Frauen vergewaltigt. Andere Schätzungen bringen die Gesamt bis zu zwei Millionen. Die russischen Soldaten nicht verschont Kinder und ältere Menschen und sogar die russische Kriegsgefangene in Arbeitslagern gefunden, schuldig gemacht zu Live-Gefangennahme durch die Nazis. Historikern zufolge hat die Grundlage dessen, was Beevor "die systematische Massenvergewaltigungen der Geschichte" genannt, gab es eine Reihe von explosiven Faktoren ab: die Müdigkeit von der langen Krieg, der Wunsch nach Rache der deutschen Gräueltaten und Missbrauch Konstante Alkohol.

    Aber vor allem, wahrscheinlich, dazu beigetragen, die Gewalt der sowjetischen Propaganda. Jede Abteilung der Armee wurde von politischen Beamten, die die Aufgabe der Motivation der Soldaten hatten beigetreten. Diese Kommissare der Kommunistischen Partei indottrinavano Truppen auf der Notwendigkeit, die Deutschen zu hassen und sie einen hohen Preis zahlen dafür, dass in Russland einmarschierte. Die Kommissare sagte nicht, dass es notwendig war, die deutschen Frauen zu vergewaltigen, im Gegenteil: die offizielle Linie der Partei war, dass der russische Soldat wäre zu voll von Hass auf den Feind zu berühren eine deutsche Frau zu denken. Aber in der Tat war es keine Strafmaßnahme nicht eingeführt. Wie von Alexandr Solschenizyn, Autor des Archipel Gulag und Artillerie-Offizier während der Kampagne von Preußen geschrieben, "jeder wusste sehr wohl, dass sie deutsche Mädchen zu vergewaltigen konnte und schießen ihn dann."

    Während General English and American dachte, die Todesstrafe in ihre Armeen nur für Vergewaltigung wieder einzuführen, ist die Haltung der russischen Behörden perfekt durch die Reaktion, die zu einer jugoslawischen Führer, der, wie die russischen Soldaten vergewaltigt hatte einige beschwert gegeben wurde beispielhaft trotz seines Landes Frauen war ein Verbündeter der Sowjetunion. Stalin antwortete:

    "Keine Ahnung, was der menschliche Geist ist kompliziert? Nun, stellen Sie sich einen Mann, der von Stalingrad nach Belgrad durch mehr als tausend Kilometer von seinem verwüsteten Land kämpften, mit den Leichen seiner Kameraden und seine Familie teurer verstreut. Wie kann ein solcher Mann in einer normalen Weise zu verhalten? Und was ist so schlimm daran, die Spaß mit einer Frau nach all den Schrecken? Das Wichtigste ist, nach Deutschland zu kämpfen. Alles andere ist nicht wichtig "

    Es wird geschätzt, dass die Ankunft der sowjetischen Armee verursacht die Flucht aus den östlichen Regionen Deutschland - Preußen, Schlesien und Pommern - mehr als zwei Millionen Menschen in den letzten Monaten des Krieges. Hunderttausende Flüchtlinge kamen in Berlin, wo sie brachten Geschichten von Grausamkeiten, die von den Russen verpflichtet. Viele Berliner begrüßte mit Skepsis dieser Geschichten. Sie schienen nicht möglich, dass die Flüchtlinge konnten beschreiben eine Wirklichkeit schlimmer als es war bis zu diesem Zeitpunkt lebte, mit dem Krieg: die Stadt war fast jeden Tag bombardiert seit fast zwei Jahren, während die Flüchtlinge aus einem Gebiet kam, dass bis zu dann war es weitgehend von den Kämpfen verschont. In der Stadt auch in Umlauf er einen Witz: ". Ich würde eher auf einem russischen Bombe haben"

     

    Berlin
    Die Journalistin Lucy Ash schrieb einen langen Artikel für die BBC und dokumentiert das Verhalten der sowjetischen Armee in Deutschland. Unter den unveröffentlichten Materialien, die verwendet werden könnte, ist das Tagebuch von Vladimir Gelfand, ein junger Leutnant ukrainischen Roten Armee: ein außergewöhnliches Dokument für die Aufrichtigkeit und die Brutalität, mit der beschreibt die Routine von russischen Soldaten in der letzten Tage-Krieg. Am Ende April 1945 war Gelfand mit seiner Einheit in der Umgebung von Berlin. In einem Vermerk vom 25. April, nur wenige Tage vor dem Fall der Stadt , erzählt Gelfand, wie während einer Radtour am Ufer der Spree, traf eine Gruppe deutscher Frauen mit Koffern und Bündeln gefüllt.

    "Mit den schockierten Gesichter des Grauens sie erzählte mir, was in der ersten Nacht ihrer Ankunft der Roten Armee geschehen war." Waren alle vergewaltigt, eine Reihe von ihnen von zwanzig Soldaten, ein anderer hatte gesehen, seine Tochter vor seinen Augen vergewaltigt. Alle waren erschrocken, dass andere Russen könnten zurückkommen und von vorn beginnen. Einer von ihnen war so aufgeregt, dass er warf sich in die Arme von Gelfand: "Sleep with me! Zeigen Sie mir, was Sie wollen, wenn sie nur das eine zu tun. "

    Für viele Berliner das Grauen und Angst waren so stark, dass sie geliefert an die russischen Offiziere in der Hoffnung, geschützt. In einem anderen Dokument von Ash gesammelt, erzählt eine deutsche Frau, wie eine Gruppe von Russen brachen in ihre Wohnung ihr; verzweifelt, mit dem kleinen russischen er wusste, versuchte er, ihr Offizier zu überreden, sie zu schonen. Der Offizier befahl seinen Männern, zu stoppen, aber einer von ihnen protestierte: "Nach dem, was die Deutschen unsere Frauen getan? Ich nahm meine Schwester und meine Mutter. " Der Offizier war in der Lage, ihn zu beruhigen und nehmen Sie ihn heraus. Bald nach der Frau verließ das Zimmer, um zu überprüfen, dass die Soldaten weg waren. Nicht sie weg waren, und sie warteten. Als sie fertig waren, schrieb er in sein Tagebuch: "Ich erkannte, dass ich einen Wolf entfernt die anderen Tiere zu halten." Die Frau begann eine zweideutige Beziehung mit einem russischen Offizier und in seinem Tagebuch fragte sich, ob das, was er mit ihm tun könnte als Vergewaltigung werden.

    Als im Jahre 1959 seinem Tagebuch wurde in anonymisierter Form in der Bundesrepublik Deutschland veröffentlicht wurde, wurde sie von seinen eigenen Landsleuten kritisiert: der Pakt sie und hunderte von anderen Frauen, mit den Russen gemacht wurde als ein Fleck auf der Ehre Deutsch. In Ost-Deutschland die Sowjetunion kontrolliert, um über die Gewalt der russischen Soldaten zu sprechen war einfach undenkbar: jede Anklage gegen den russischen Soldaten, die Deutschland befreit hatte, wurde mit Gefängnis bestraft (vor ein paar Monaten Parlament Putin hat ein Gesetz, das mit straft genehmigt eine feine und Freiheitsstrafe bis zu fünf Jahren jemand verunglimpft das Verhalten der russischen Armee während des Zweiten Weltkriegs).

    Um mindestens hunderttausend Frauen wurden allein in Berlin vergewaltigt. Wir haben eine ziemlich gute Vorstellung der Zahlen durch den Aufzeichnungen der Abtreibungen. Zu der Zeit, die Abtreibung ein Verbrechen in Deutschland, sondern in Sommer 1945 beschlossen die Gesundheitsbehörden, um eine Ausnahme für Frauen Opfer sexueller Gewalt zu machen. Ash hat eine der Archive, die diese Register enthält besucht. Heute wird es in einer ehemaligen Munitionsfabrik im Bezirk Neukölln, einem der 24, aus denen sich Berlin untergebracht. Im Ordner blau, sagt Ash, sie enthalten die empfindlichen Platten aus gelbem Papier. In einer von ihnen, ein Mädchen gerade volljährig geworden, mit einer kindlichen Schrift beschreibt, wie er von einer Gruppe von russischen Soldaten im Wohnzimmer seines Hauses vergewaltigt, vor den Augen seiner Eltern. Nur in Neukölln gibt es tausend mehrere dieser Blätter.















  •     Dr. Elke Scherstjanoi "Ein Rotarmist in Deutschland"
  •     Stern  "Von Siegern und Besiegten"
  •     Märkische Allgemeine  "Hinter den Kulissen"
  •     Das Erste /TV/  "Kulturreport"
  •     Berliner Zeitung  "Besatzer, Schöngeist, Nervensäge, Liebhaber"
  •     SR 2 KulturRadio  "Deutschland-Tagebuch 1945-1946. Aufzeichnungen eines Rotarmisten"
  •     Die Zeit  "Wodka, Schlendrian, Gewalt"
  •     Jüdische Allgemeine  "Aufzeichnungen im Feindesland"
  •     Mitteldeutsche Zeitung  "Ein rotes Herz in Uniform"
  •     Unveröffentlichte Kritik  "Aufzeichnungen eines Rotarmisten vom Umgang mit den Deutschen"
  •     Bild  "Auf Berlin, das Besiegte, spucke ich!"
  •     Das Buch von Gregor Thum "Traumland Osten. Deutsche Bilder vom östlichen Europa im 20. Jahrhundert"
  •     Flensborg Avis  "Set med en russisk officers øjne"
  •     Ostsee Zeitung  "Das Tagebuch des Rotarmisten"
  •     Leipziger Volkszeitung  "Das Glück lächelt uns also zu!"
  •     Passauer Neue Presse "Erinnerungspolitischer Gezeitenwechsel"
  •     Lübecker Nachrichten  "Das Kriegsende aus Sicht eines Rotarmisten"
  •     Lausitzer Rundschau  "Ich werde es erzählen"
  •     Leipzigs-Neue  "Rotarmisten und Deutsche"
  •     SWR2 Radio ART: Hörspiel
  •     Kulturation  "Tagebuchaufzeichnungen eines jungen Sowjetleutnants"
  •     Der Tagesspiegel  "Hier gibt es Mädchen"
  •     NDR  "Bücher Journal"
  •     Kulturportal  "Chronik"
  •     Sächsische Zeitung  "Bitterer Beigeschmack"
  •     Deutschlandradio Kultur  "Krieg und Kriegsende aus russischer Sicht"
  •     Berliner Zeitung  "Die Deutschen tragen alle weisse Armbinden"
  •     MDR  "Deutschland-Tagebuch eines Rotarmisten"
  •     Jüdisches Berlin  "Das Unvergessliche ist geschehen" / "Личные воспоминания"
  •     Süddeutsche Zeitung  "So dachten die Sieger"
  •     Financial Times Deutschland  "Aufzeichnungen aus den Kellerlöchern"
  •     Badisches Tagblatt  "Ehrliches Interesse oder narzisstische Selbstschau?"
  •     Freie Presse  "Ein Rotarmist in Berlin"
  •     Nordkurier/Usedom Kurier  "Aufzeichnungen eines Rotarmisten ungefiltert"
  •     Nordkurier  "Tagebuch, Briefe und Erinnerungen"
  •     Ostthüringer Zeitung  "An den Rand geschrieben"
  •     Potsdamer Neueste Nachrichten  "Hier gibt es Mädchen"
  •     NDR Info. Forum Zeitgeschichte "Features und Hintergründe"
  •     Deutschlandradio Kultur  "Politische Literatur. Lasse mir eine Dauerwelle machen"
  •     Konkret "Watching the krauts. Emigranten und internationale Beobachter schildern ihre Eindrücke aus Nachkriegsdeutschland"
  •     Dagens Nyheter  "Det oaendliga kriget"
  •     Utopie-kreativ  "Des jungen Leutnants Deutschland - Tagebuch"
  •     Neues Deutschland  "Berlin, Stunde Null"
  •     Webwecker-bielefeld  "Aufzeichnungen eines Rotarmisten"
  •     Südkurier  "Späte Entschädigung"
  •     Online Rezension  "Das kriegsende aus der Sicht eines Soldaten der Roten Armee"
  •     Saarbrücker Zeitung  "Erstmals: Das Tagebuch eines Rotarmisten"
  •     Neue Osnabrücker Zeitung  "Weder Brutalbesatzer noch ein Held"
  •     Thüringische Landeszeitung  "Vom Alltag im Land der Besiegten"
  •     Das Argument  "Wladimir Gelfand: Deutschland-Tagebuch 1945-1946. Aufzeichnungen eines Rotarmisten"
  •     Deutschland Archiv: Zeitschrift für das vereinigte Deutschland "Betrachtungen eines Aussenseiters"
  •     Neue Gesellschaft/Frankfurter Hefte  "Von Siegern und Besiegten"
  •     Deutsch-Russisches Museum Berlin-Karlshorst. Rezensionen
  •     Online Rezensionen. Die Literaturdatenbank
  •     Literaturkritik  "Ein siegreicher Rotarmist"
  •     RBB Kulturradio  "Ein Rotarmist in Berlin"
  •     Українська правда  "Нульовий варiант" для ветеранiв вiйни / Комсомольская правда "Нулевой вариант" для ветеранов войны"
  •     Dagens Nyheter.  "Vladimir Gelfand. Tysk dagbok 1945-46"
  •     Ersatz  "Tysk dagbok 1945-46 av Vladimir Gelfand"
  •     Borås Tidning  "Vittnesmåil från krigets inferno"
  •     Sundsvall (ST)  "Solkig skildring av sovjetisk soldat frеn det besegrade Berlin"
  •     Helsingborgs Dagblad  "Krigsdagbok av privat natur"
  •     2006 Bradfor  "Conference on Contemporary German Literature"
  •     Spring-2005/2006 Foreign Rights, German Diary 1945-1946
  •     Flamman  "Dagbok kastar tvivel över våldtäktsmyten"
  •     Expressen  "Kamratliga kramar"
  •     Expressen Kultur  "Under våldets täckmantel"
  •     Lo Tidningen  "Krigets vardag i röda armén"
  •     Tuffnet Radio  "Är krigets våldtäkter en myt?"
  •     Norrköpings Tidningar  "En blick från andra sidan"
  •     Expressen Kultur  "Den enda vägens historia"
  •     Expressen Kultur  "Det totalitära arvet"
  •     Allehanda  "Rysk soldatdagbok om den grymma slutstriden"
  •     Ryska Posten  "Till försvar för fakta och anständighet"
  •     Hugin & Munin  "En rödarmist i Tyskland"
  •     Theater "Das deutsch-russische Soldatenwörtebuch" / Театр  "Русско-немецкий солдатский разговорник"
  •     SWR2 Radio "Journal am Mittag"
  •     Berliner Zeitung  "Dem Krieg den Krieg erklären"
  •     Die Tageszeitung  "Mach's noch einmal, Iwan!"
  •     The book of Paul Steege: "Black Market, Cold War: Everyday Life in Berlin, 1946-1949"
  •     Телеканал РТР "Культура"  "Русско-немецкий солдатский разговорник"
  •     Аргументы и факты  "Есть ли правда у войны?"
  •     RT "Russian-German soldier's phrase-book on stage in Moscow"
  •     Утро.ru  "Контурная карта великой войны"
  •     Телеканал РТР "Культура":  "Широкий формат с Ириной Лесовой"
  •     Museum Berlin-Karlshorst  "Das Haus in Karlshorst. Geschichte am Ort der Kapitulation"
  •     Das Buch von Roland Thimme: "Rote Fahnen über Potsdam 1933 - 1989: Lebenswege und Tagebücher"
  •     Das Buch von Bernd Vogenbeck, Juliane Tomann, Magda Abraham-Diefenbach: "Terra Transoderana: Zwischen Neumark und Ziemia Lubuska"
  •     Das Buch von Sven Reichardt & Malte Zierenberg: "Damals nach dem Krieg Eine Geschichte Deutschlands - 1945 bis 1949" 
  •     Lothar Gall & Barbara Blessing: "Historische Zeitschrift Register zu Band 276 (2003) bis 285 (2007)"
  •     Kollektives Gedächtnis "Erinnerungen an meine Cousine Dora aus Königsberg"
  •     Das Buch von Ingeborg Jacobs: "Freiwild: Das Schicksal deutscher Frauen 1945"
  •     Закон i Бiзнес "Двічі по двісті - суд честі"
  •     Радио Свобода "Красная армия. Встреча с Европой"
  •     DEP "Stupri sovietici in Germania (1944-45)"
  •     Explorations in Russian and Eurasian History "The Intelligentsia Meets the Enemy: Educated Soviet Officers in Defeated Germany, 1945"
  •     DAMALS "Deutschland-Tagebuch 1945-1946"
  •     Das Buch von Pauline de Bok: "Blankow oder Das Verlangen nach Heimat"  
  •     Das Buch von Ingo von Münch: "Frau, komm!": die Massenvergewaltigungen deutscher Frauen und Mädchen 1944/45"
  •     Das Buch von Roland Thimme: "Schwarzmondnacht: Authentische Tagebücher berichten (1933-1953). Nazidiktatur - Sowjetische Besatzerwillkür
  •     История государства "Миф о миллионах изнасилованных немок"
  •     Das Buch Alexander Häusser, Gordian Maugg: "Hungerwinter: Deutschlands humanitäre Katastrophe 1946/47"
  •     Heinz Schilling: "Jahresberichte für deutsche Geschichte: Neue Folge. 60. Jahrgang 2008"
  •     Jan M. Piskorski "WYGNAŃCY: Migracje przymusowe i uchodźcy w dwudziestowiecznej Europie"
  •     Deutschlandradio "Heimat ist dort, wo kein Hass ist"
  •     Journal of Cold War Studies "Wladimir Gelfand, Deutschland-Tagebuch 1945–1946: Aufzeichnungen eines Rotarmisten"
  •     ЛЕХАИМ "Евреи на войне. Солдатские дневники"
  •     Частный Корреспондент "Победа благодаря и вопреки"
  •     Перспективы "Сексуальное насилие в годы Второй мировой войны: память, дискурс, орудие политики"
  •     Радиостанция Эхо Москвы & RTVi "Не так" с Олегом Будницким: Великая Отечественная - солдатские дневники"
  •     Books Llc "Person im Zweiten Weltkrieg /Sowjetunion/ Georgi Konstantinowitsch Schukow, Wladimir Gelfand, Pawel Alexejewitsch Rotmistrow"
  •     Das Buch von Jan Musekamp: "Zwischen Stettin und Szczecin - Metamorphosen einer Stadt von 1945 bis 2005"
  •     Encyclopedia of safety "Ladies liberated Europe in the eyes of Russian soldiers and officers (1944-1945 gg.)"
  •     Азовские греки "Павел Тасиц"
  •     Newsland "СМЯТЕНИЕ ГРОЗНОЙ ОСЕНИ 1941 ГОДА"
  •     Вестник РГГУ "Болезненная тема второй мировой войны: сексуальное насилие по обе стороны фронта"
  •     Das Buch von Jürgen W. Schmidt: "Als die Heimat zur Fremde wurde"
  •     ЛЕХАИМ "Евреи на войне: от советского к еврейскому?"
  •     Gedenkstätte/ Museum Seelower Höhen "Die Schlacht"
  •     The book of Frederick Taylor "Exorcising Hitler: The Occupation and Denazification of Germany"
  •     Огонёк "10 дневников одной войны"
  •     The book of Michael Jones "Total War: From Stalingrad to Berlin"
  •     Das Buch von Frederick Taylor "Zwischen Krieg und Frieden: Die Besetzung und Entnazifizierung Deutschlands 1944-1946"
  •     WordPress.com "Wie sind wir Westler alt und überklug - und sind jetzt doch Schmutz unter ihren Stiefeln"
  •     Олег Будницкий: "Архив еврейской истории" Том 6. "Дневники"
  •     Åke Sandin "Är krigets våldtäkter en myt?"
  •     Michael Jones: "El trasfondo humano de la guerra: con el ejército soviético de Stalingrado a Berlín"
  •     Das Buch von Jörg Baberowski: "Verbrannte Erde: Stalins Herrschaft der Gewalt"
  •     Zeitschrift fur Geschichtswissenschaft "Gewalt im Militar. Die Rote Armee im Zweiten Weltkrieg"
  •     Ersatz-[E-bok] "Tysk dagbok 1945-46"
  •     The book of Michael David-Fox, Peter Holquist, Alexander M. Martin: "Fascination and Enmity: Russia and Germany as Entangled Histories, 1914-1945"
  •     Елена Сенявская "Женщины освобождённой Европы глазами советских солдат и офицеров (1944-1945 гг.)"
  •     The book of Raphaelle Branche, Fabrice Virgili: "Rape in Wartime (Genders and Sexualities in History)"
  •     БезФорматаРу "Хоть бы скорей газетку прочесть"
  •     ВЕСТНИК "Проблемы реадаптации студентов-фронтовиков к учебному процессу после Великой Отечественной войны"
  •     Все лечится "10 миллионов изнасилованных немок"
  •     Симха "Еврейский Марк Твен. Так называли Шолома Рабиновича, известного как Шолом-Алейхем"
  •     Annales: Nathalie Moine "La perte, le don, le butin. Civilisation stalinienne, aide étrangère et biens trophées dans l’Union soviétique des années 1940"
  •     Das Buch von Beata Halicka "Polens Wilder Westen. Erzwungene Migration und die kulturelle Aneignung des Oderraums 1945 - 1948"
  •     Das Buch von Jan M. Piskorski "Die Verjagten: Flucht und Vertreibung im Europa des 20. Jahrhundert"
  •     "آسو  "دشمن هرگز در نمی‌زن
  •     Уроки истории. ХХ век. Гефтер. "Антисемитизм в СССР во время Второй мировой войны в контексте холокоста"
  •     Ella Janatovsky "The Crystallization of National Identity in Times of War: The Experience of a Soviet Jewish Soldier"
  •     Всеукраинский еженедельник Украина-Центр "Рукописи не горят"
  •     Bücher / CD-s / E-Book von Niclas Sennerteg "Nionde arméns undergång: Kampen om Berlin 1945"
  •     Das Buch von Michaela Kipp: "Großreinemachen im Osten: Feindbilder in deutschen Feldpostbriefen im Zweiten Weltkrieg"
  •     Петербургская газета "Женщины на службе в Третьем Рейхе"
  •     Володимир Поліщук "Зроблено в Єлисаветграді"
  •     Deutsch-Russisches Museum Berlin-Karlshorst. Katalog zur Dauerausstellung / Каталог постоянной экспозиции
  •     Clarissa Schnabel "The life and times of Marta Dietschy-Hillers"
  •     Еврейский музей и центр толерантности. Группа по работе с архивными документами 
  •     Эхо Москвы "ЦЕНА ПОБЕДЫ: Военный дневник лейтенанта Владимира Гельфанда"
  •     Bok / eBok: Anders Bergman & Emelie Perland "365 dagar: Utdrag ur kända och okända dagböcker"
  •     РИА Новости "Освободители Германии"
  •     Das Buch von Jan M. Piskorski  "Die Verjagten: Flucht und Vertreibung im Europa des 20. Jahrhundert"
  •     Das Buch von Miriam Gebhardt "Als die Soldaten kamen: Die Vergewaltigung deutscher Frauen am Ende des Zweiten Weltkriegs"
  •     Petra Tabarelli "Vladimir Gelfand"
  •     Das Buch von Martin Stein "Die sowjetische Kriegspropaganda 1941 - 1945 in Ego-Dokumenten"
  •     The German Quarterly "Philomela’s Legacy: Rape, the Second World War, and the Ethics of Reading"
  •     MAZ LOKAL "Archäologische Spuren der Roten Armee in Brandenburg"
  •     Deutsches Historisches Museum "1945 – Niederlage. Befreiung. Neuanfang. Zwölf Länder Europas nach dem Zweiten Weltkrieg"
  •     День за днем "Дневник лейтенанта Гельфанда"
  •     BBC News "The rape of Berlin" / BBC Mundo / BBC O`zbek  / BBC Brasil / BBC فارْسِى "تجاوز در برلین"
  •     Echo24.cz "Z deníku rudoarmějce: Probodneme je skrz genitálie"
  •     The Telegraph "The truth behind The Rape of Berlin"
  •     BBC World Service "The Rape of Berlin"
  •     ParlamentniListy.cz "Mrzačení, znásilňování, to všechno jsme dělali. Český server připomíná drsné paměti sovětského vojáka"
  •     WordPress.com "Termina a Batalha de Berlim"
  •     Dnevnik.hr "Podignula je suknju i kazala mi: 'Spavaj sa mnom. Čini što želiš! Ali samo ti"                  
  •     ilPOST "Gli stupri in Germania, 70 anni fa"
  •     上 海东方报业有限公司 70年前苏军强奸了十万柏林妇女?很多人仍在寻找真相
  •     연합뉴스 "BBC: 러시아군, 2차대전때 독일에서 대규모 강간"
  •     Telegraf "SPOMENIK RUSKOM SILOVATELJU: Nemci bi da preimenuju istorijsko zdanje u Berlinu?"
  •    Múlt-kor "A berlini asszonyok küzdelme a szovjet erőszaktevők ellen"
  •     Noticiasbit.com "El drama oculto de las violaciones masivas durante la caída de Berlín"
  •     Museumsportal Berlin "Landsberger Allee 563, 21. April 1945"
  •     Caldeirão Político "70 anos após fim da guerra, estupro coletivo de alemãs ainda é episódio pouco conhecido"
  •     Nuestras Charlas Nocturnas "70 aniversario del fin de la II Guerra Mundial: del horror nazi al terror rojo en Alemania"
  •     W Radio "El drama oculto de las violaciones masivas durante la caída de Berlín"
  •     La Tercera "BBC: El drama oculto de las violaciones masivas durante la caída de Berlín"
  •     Noticias de Paraguay "El drama de las alemanas violadas por tropas soviéticas hacia el final de la Segunda Guerra Mundial"
  •     Cnn Hit New "The drama hidden mass rape during the fall of Berlin"
  •     Dân Luận "Trần Lê - Hồng quân, nỗi kinh hoàng của phụ nữ Berlin 1945"
  •     Český rozhlas "Temná stránka sovětského vítězství: znásilňování Němek"
  •     Historia "Cerita Kelam Perempuan Jerman Setelah Nazi Kalah Perang"
  •     G'Le Monde "Nỗi kinh hoàng của phụ nữ Berlin năm 1945 mang tên Hồng Quân"
  •     Эхо Москвы "Дилетанты. Красная армия в Европе"
  •     Der Freitag "Eine Schnappschussidee"
  •     باز آفريني واقعيت ها  "تجاوز در برلین"
  •     Quadriculado "O Fim da Guerra e o início do Pesadelo. Duas narrativas sobre o inferno"    
  •     Majano Gossip "PER NON DIMENTICARE…….. LE PORCHERIE COMUNISTE !!!!!"
  •     Русская Германия "Я прижал бедную маму к своему сердцу и долго утешал"
  •     Das Buch von Nicholas Stargardt "Der deutsche Krieg: 1939 - 1945"
  •     The book of Nicholas Stargardt "The German War: A Nation Under Arms, 1939–45"
  •     Das Buch "Владимир Гельфанд. Дневник 1941 - 1946"
  •     BBC Русская служба "Изнасилование Берлина: неизвестная история войны" / BBC Україна "Зґвалтування Берліна: невідома історія війни"
  •     Гефтер. "Олег Будницкий: «Дневник, приятель дорогой!» Военный дневник Владимира Гельфанда"
  •     Гефтер "Владимир Гельфанд. Дневник 1942 года"
  •     BBC Tiếng Việt "Lính Liên Xô 'hãm hiếp phụ nữ Đức'"
  •     Эхо Москвы "ЦЕНА ПОБЕДЫ: Дневники лейтенанта Гельфанда"
  •     Renato Furtado "Soviéticos estupraram 2 milhões de mulheres alemãs, durante a Guerra Mundial"
  •     Вера Дубина "«Обыкновенная история» Второй мировой войны: дискурсы сексуального насилия над женщинами оккупированных территорий"
  •     Еврейский музей и центр толерантности "Презентация книги Владимира Гельфанда «Дневник 1941-1946»"
  •     Еврейский музей и центр толерантности "Евреи в Великой Отечественной войне"
  •     Сидякин & Би-Би-Си. Драма в трех действиях. "Атака"
  •     Сидякин & Би-Би-Си. Драма в трех действиях. "Бой"
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  •     Сидякин & Би-Би-Си. Драма в трех действиях. "Победа"
  •     Сидякин & Би-Би-Си. Драма в трех действиях. Эпилог
  •     Труд "Покорность и отвага: кто кого?"
  •     Издательский Дом «Новый Взгляд» "Выставка подвига"
  •     Katalog NT "Выставка "Евреи в Великой Отечественной войне " - собрание уникальных документов"
  •     Вести "Выставка "Евреи в Великой Отечественной войне" - собрание уникальных документов"
  •     Радио Свобода "Бесценный графоман"
  •     Вечерняя Москва "Еще раз о войне"
  •     РИА Новости "Выставка про евреев во время ВОВ открывается в Еврейском музее"
  •     Телеканал «Культура» "Евреи в Великой Отечественной войне" проходит в Москве"
  •     Россия HD "Вести в 20.00"
  •     GORSKIE "В Москве открылась выставка "Евреи в Великой Отечественной войне"
  •     Aгентство еврейских новостей "Евреи – герои войны"
  •     STMEGI TV "Открытие выставки "Евреи в Великой Отечественной войне"
  •     Национальный исследовательский университет Высшая школа экономики "Открытие выставки "Евреи в Великой Отечественной войне"
  •     Независимая газета "Война Абрама"
  •     Revista de Historia "El lado oscuro de la victoria aliada en la Segunda Guerra Mundial"
  •     Лехаим "Война Абрама"
  •     Libertad USA "El drama de las alemanas: violadas por tropas soviéticas en 1945 y violadas por inmigrantes musulmanes en 2016"
  •     НГ Ex Libris "Пять книг недели"
  •     Брестский Курьер "Фамильное древо Бреста. На перекрестках тех дорог…"
  •     Полит.Ру "ProScience: Олег Будницкий о народной истории войны"
  •     Олена Проскура "Запiзнiла сповiдь"
  •     Полит.Ру "ProScience: Возможна ли научная история Великой Отечественной войны?"
  •     Das Buch "Владимир Гельфанд. Дневник 1941 - 1946"
  •     Ahlul Bait Nabi Saw "Kisah Kelam Perempuan Jerman Setelah Nazi Kalah Perang"
  •     北京北晚新视觉传媒有限公司 "70年前苏军强奸了十万柏林妇女?"
  •     Преподавание истории в школе "«О том, что происходило…» Дневник Владимира Гельфанда"
  •     Вестник НГПУ "О «НЕУБЕДИТЕЛЬНЕЙШЕЙ» ИЗ ПОМЕТ: (Высокая лексика в толковых словарях русского языка XX-XXI вв.)"
  •     Archäologisches Landesmuseum Brandenburg "Zwischen Krieg und Frieden" / "Между войной и миром"
  •     Российская газета "Там, где кончается война"
  •     Народный Корреспондент "Женщины освобождённой Европы глазами советских солдат: правда про "2 миллиона изнасилованых немок"
  •     Fiona "Военные изнасилования — преступления против жизни и личности"
  •     军情观察室 "苏军攻克柏林后暴行妇女遭殃,战争中的强奸现象为什么频发?"
  •     Независимая газета "Дневник минометчика"
  •     Независимая газета "ИСПОДЛОБЬЯ: Кризис концепции"
  •     Olhar Atual "A Esquerda a história e o estupro"
  •     The book of Stefan-Ludwig Hoffmann, Sandrine Kott, Peter Romijn, Olivier Wieviorka "Seeking Peace in the Wake of War: Europe, 1943-1947"
  •     Steemit "Berlin Rape: The Hidden History of War"
  •     Estudo Prático "Crimes de estupro na Segunda Guerra Mundial e dentro do exército americano"
  •     Громадське радіо "Насильство над жінками під час бойових дій — табу для України"
  •     InfoRadio RBB "Geschichte in den Wäldern Brandenburgs"
  •     "شگفتی های تاریخ است "پشت پرده تجاوز به زنان برلینی در پایان جنگ جهانی دوم
  •     Hans-Jürgen Beier gewidmet "Lehren – Sammeln – Publizieren"
  •     Русский вестник "Искажение истории: «Изнасилованная Германия»"
  •     凯迪 "推荐《柏林女人》与《五月四日》影片"
  •     Vix "Estupro de guerra: o que acontece com mulheres em zonas de conflito, como Aleppo?"
  •    企业头条 "柏林战役后的女人"
  •     腾讯公司  "二战时期欧洲, 战胜国对战败国的十万妇女是怎么处理的!"
  •     El Nuevo Accion "QUE LE PREGUNTEN A LAS ALEMANAS VIOLADAS POR RUSOS, NORTEAMERICANOS, INGLESES Y FRANCESES"
  •     Periodismo Libre "QUE LE PREGUNTEN A LAS ALEMANAS VIOLADAS POR RUSOS, NORTEAMERICANOS, INGLESES Y FRANCESES"
  •     DE Y.OBIDIN "Какими видели европейских женщин советские солдаты и офицеры (1944-1945 годы)?"
  •     歷史錄 "近1萬女性被強姦致死,女孩撩開裙子說:不下20個男人戳我這兒"
  •     NewConcepts Society "Можно ли ставить знак равенства между зверствами гитлеровцев и зверствами советских солдат?"
  •     搜狐 "二战时期欧洲,战胜国对战败国的妇女是怎么处理的"
  •     Эхо Москвы "Дилетанты. Начало войны. Личные источники"
  •     Журнал "Огонёк" "Эго прошедшей войны"
  •     Уроки истории. XX век "Книжный дайджест «Уроков истории»: советский антисемитизм"
  •     Свободная Пресса "Кто кого насиловал в Германии"
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